domenica 20 dicembre 2015

Game of Thrones - prima stagione e vignetta

Serie di successo, il Trono di Spade, decisi un mesetto fa di dargli uno sguardo. 
Ho guardato in modo quasi faticoso tutta la prima stagione e ne sono rimasto deluso. Sostanzialmente la sceneggiatura non è noiosa, l'atmosfera fantasy e di tipo medievale è affascinante ma alcuni personaggi li ho trovati senza un briciolo di intelligenza. A meno che non venga spiegata qualcosa nelle successive stagioni, molti aspetti della sceneggiatura li ho trovati stupidi. 
Comunque, questa vignetta è comica ma vi assicuro che i dialoghi che ho scritto sono molto simili a quelli della serie.



mercoledì 18 novembre 2015

Spectre

Regia: Sam Mendes
Anno: 2015
Attori: Daniel Craig, Léa Seydoux, Christoph Waltz, Monica Bellucci, Dave Bautista

Siamo arrivati al 24 capitolo della saga (sempre escludendo “Mai dire mai”) e il quarto interpretato da Daniel Craig, e forse l’ultimo.
Sostanzialmente questo capitolo dell’agente segreto più figo al mondo, non aggiunge nulla di nuovo ai precedenti e la sceneggiatura è anche un po’ forzata, se non pasticciata. Con quest’ultimo capitolo si è voluti chiudere un cerchio iniziato con “Casino Royale”, continuato con “Quantum of  Solace” e “Skyfall”. Si è partiti con un 007 alle prime armi, che non gliene importa niente del Vodka Martini agitato non mescolato, cinico, senza scrupoli fino a portarlo a cambiargli idea sulla sua vita. Tutto questo emerge nella scena finale che non voglio rivelare. Per questo motivo potrebbe essere l’ultima volta di Daniel Craig e forse anche dello stesso personaggio ovvero 007.
Parlando del film in questione, bella fotografia, bei paesaggi e belle scene d’azione come quella girata a Roma, inseguimento mozzafiato di Mr. Hinx (Dave Bautista) su 007, il tutto sempre sapientemente alternato a spunti comici. Questa volta il cattivo è toccato al buon Christoph Waltz, e qua c’è principalmente il difetto del film: si vede in poche circostanze.   
Dal mio punto di vista, da fan di 007, avendo visto tutti i film, posso dire che è un film che raggiunge la sufficienza ma non va oltre dato che la sensazione di minestra riscaldata è quasi lampante. Ah giusto la bond girl, Léa Seydoux: si mi è piaciuta, bel seno e bel fisico e sul brano colonna sonora di Sam Smith direi che “Skyfall” di Adele era meglio… 

mercoledì 28 ottobre 2015

Fatti coatti (o quasi) di Carlo Verdone

Dopo vari anni riprendo in mano questo libro di cui avevo letto qualche capitolo e decido di leggerlo tutto, come si deve.
Verdone è uno dei miei idoli della mia adolescenza. In effetti certi pomeriggi son risultati meno noiosi del previsto grazie alla visione di alcuni suoi film come “Un sacco bello”, “Bianco rosso e Verdone”, “Borotalco”. Non per niente il blog s’intitola Il cinema di Sacco Bello Pascoski!
Nella prima parte ci sono ricordi della sua infanzia, adolescenza, parenti. Aneddoti divertenti si trovano in capitoli quali “Norman e Jane”, “Il primo successo e il primo insuccesso”. Da questi aneddoti è chiaro che la sua vita è già un film! Nella seconda parte parla del suo avvicinamento al mondo del teatro e cinema, l’incontro (importantissimo per la sua carriera cinematografica) con Sergio Leone. “Un par de mutande” è uno dei capitoli più esilaranti del libro, dove si conosce il lato duro dell’indimenticato regista di “Il buono, il brutto, il cattivo”. Il libro si conclude con il punto della situazione (è del 1999), sua e della crisi del cinema italiano, e con dei pensieri soprattutto attuali. Forse avrebbe potuto scrivere qual cosina di più riguardo ai suoi film, qualche pagina in più nell’ultimo capitolo che trovo interessante ma ho avuto come la sensazione che si sia fermato nella scrittura proprio sul più bello.  

Consigliato per chi è fan dell’attore romano, ma anche per chi non è cinefilo al 100%, ovvero non è necessario aver visto “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick o “La prima notte di quiete” di Valerio Zurlini per apprezzare questo simpatico libro.  


domenica 18 ottobre 2015

Suburra

Regista: Stefano Sollima
Attori: Alessandro Borghi, Claudio Amendola, Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Greta Scarano, Giulia Elettra Gorietti
Anno:2015



Dato che c’era il CinemaDays, ho pensato di approfittarne per vedere almeno un film. Ho deciso per Suburra, tratto dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, per la regia di Stefano  Sollima che ho apprezzato sia nella serie Romanzo Criminale che nel film ACAB.
Suburra narra di colluttazioni varie tra politici, criminali, prostitute e chiesa. L’intreccio di personaggi che creano un vortice burrascoso è coinvolgente e visivamente bello, grazie anche la fotografia cupa e musiche “pesanti”…
Buona l’interpretazione degli attori, ritmo incalzante ma alla fine dopo due ore di sparatorie, scene di sesso, si rimane con quella sensazione d’incompiuto, di mancanza di una chiave di volta. Mi dispiace parlare così, dato che sono un appassionato del cinema di genere, ma ho visto un film con troppi personaggi, e con qualche scena inverosimile (che mi è piaciuta ma tralasciano la causa ed effetto). La messa in scena è assai “penetrante” verso gli occhi, un bell’impatto visivo ma c’è troppa carne al fuoco; per dirla semplice, belle scene ma sceneggiatura raffazzonata. Difatti sostanzialmente la chiesa che c’entra con il plot? Francamente non si capisce e alcuni nodi narrativi non vengono spiegati bene (suppongo che venga fatto nel libro). 

Per molti è già un quasi-cult, per me è un occasione sprecata. Forse il soggetto si presta più ad una serie televisiva che non ad un film. Qualche scena memorabile da salvare c’è, ma quando si ha la sensazione di aver visto un minestrone di tante buone idee, ma legate in modo forzato, il risultato non è negativo ma neanche positivo. 

domenica 2 agosto 2015

L’Impero dei sensi

Regista: Nagisa Oshima
Anno: 1976
Attori: Eiko Matsuda, Tatsuya Fuji

Come sapete, guardo film di ogni genere in modo tale che se qualcuno si azzarda a dire: “Il film sicuramente non l’hai visto!”, gli posso rispondere: “Stai tranquillo il film l’ho visto e ho la coscienza a posto”. E soprattutto colmo le mie lacune. Il film in questione è giapponese e tratta di un fatto realmente accaduto. Una coppia pratica sesso –piccolo spoiler- fino alla morte di lui.
Il film sostanzialmente fa quasi concorrenza ad un film porno, perché di questo trattasi un film porno con (suppongo sigh!) pretese autoriali. Ma francamente sono giunto alla fine del film annoiato (ah si guardo un film dall’inizio alla fine, ho questo difetto, perdonatemi). Perché l’ho guardato? Ho una lista di 1000 film da vedere prima di morire, ma questa lista che ho, non so chi l’abbia fatta! E in questa lista c’è questo film……(qua trovate tale  lista, dove c'è il nome dell'editor. Posso dire che è una lista troppo esterofila ma con delle "strane sorprese" anche nel campo del cinema italiano).

Il film a qualcuno può piacere, però sappiate che è lento e sostanzialmente è una sequenza di scene di sesso dall’inizio alla fine. L'interpretazione dei due protagonisti è buona, ma la sceneggiatura è di stampo ripetitivo. Gran parte del film è stato girato al chiuso e le poche scene girate all'aperto stonano. In altri termini viene a mancare la chiave di Volta che dia un senso a quelle scene di sesso quasi sostanzialmente fine a se stesse. Forse il regista ci vuole dire che l’uomo è minchione? Boh non saprei…..
Per concludere, sembra che l’interpretazione da dare al film è che i sensi possano prevalere sulla razionalità, prendendone il sopravvento fino alla follia. Tuttavia su di me ha avuto sopravvento la noia, in sostanza: “Una serata uggiosa”!


Eiko Matsuda, Tatsuya Fuji

domenica 21 giugno 2015

Il tempo ritrovato

Regista: Raul Ruiz
Anno: 1999
Attori: Marcello Mazzarella, John Malkovich, Catherine Deneuve, Vincent Perez, Emmanuelle Beart

…….e il mio tempo perso! Uno di quei film che durante la visione pensi: “Ma sono scemo io o non si capisce niente?”. Il film è tratto dal settimo volume del romanzo "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, ma onestamente io guardo un film, del libro me ne importa poco. 
Cerchiamo di andare con ordine. A quanto pare, il narratore-protagonista ricorda i tempi passati a Parigi quando era giovane tra la fine dell'800 e i primi del 900. Ho detto a quanto pare, perché non ho capito un granché dall'inizio alla fine. Nel film c’è una continua passerella di personaggi, d’innumerevoli personaggi che si fatica a memorizzare i singoli nomi e i rapporti fra di loro.  Inoltre c’è un continuo andare avanti e indietro nel tempo che rende complicata “l’evolversi” della trama. Un minestrone! L’interpretazione degli attori mi pare buona, ma dopo aver visto una brodaglia simile più che fargli i complimenti, chiederei al cast: “Ma voi, sinceramente, c’avete capito qualcosa?”.

Per carità, belle scenografie, un bel finale suggestivo (per chi è arrivato alla fine sveglio, sano e salvo)…..ma francamente al finale del film si arriva con fatica. 
Va detto che l'opera letteraria è complessa e quindi la riuscita del film era tutta in salita.

Emmanuelle Beart - Marcello Mazzarella

sabato 2 maggio 2015

Better Call Saul – Prima stagione

Ideatori: Vince Gilligan e Peter Gould
Attori: Bob Odenkirk, Rhea Seehorn, Micheal Mando, Jonathan Banks, Micheal Mkean
Anno: 2015


Dopo le vette raggiunte da Breaking Bad, gli autori Vince Gilligan e Peter Gould decidono di girare uno spin-off sulla vita dello stravagante avvocato Saul Goodman. Che era stravagante lo si era capito in Breaking Bad: perché e come ci fosse diventato in quel modo no. E per l’appunto è stato creato questo spin-off. Che a mio avviso ricorda la prima stagione di Breaking Bad, con alcune scene forti alternate a momenti soft in cui si punta essenzialmente alla caratterizzazione dei personaggi. Si rivedono personaggi come Mike e Tuco e nuovi personaggi che ruotano intorno alla figura di Saul: un personaggio ambiguo che ha difficoltà nel trovare la sua strada maestra. Alla fine di questa stagione (nell’ultima scena), se ho capito bene, deciderà cosa fare nella sua vita, una sorta di fusione tra quello che era (un truffatore) e quello che poteva essere (un avvocato).


Rhea Seehorn - Bob Odenkirk

Ottimo Bob Odenkirk nell’interpretare un personaggio così a 360 gradi. Per come la penso questa prima stagione l’ho trovata interessante (in particolare nella nona e penultima puntata), e ovviamente incompleta. Si sente che manca una seconda stagione che mi auguro sia spumeggiante, questa prima stagione credo abbia “solo” preparato il campo di battaglia per la seconda stagione. Non ci resta che attendere un annetto…come diceva il nonno multimediale Paolantoni: “Attendere prego”. 

lunedì 13 aprile 2015

The Wicker Man

Regia: Robin Hardy
Attori: Edward Woodward, Christopher Lee, Britt Ekland
Anno: 1973
Musiche: Paul Giovanni e i Magnet

Film tanto semplice quanto geniale. Un sergente della polizia, cattolico dalla testa ai piedi, viene mandato in un’isola pagana a cercare una bambina scomparsa. Siamo in un’isola pagana in cui il tempo sembra essersi fermato, tradotto in altri termini: siamo in un’altra realtà. Attraverso quello che può sembrare una semplice sparizione di persona o omicidio il film passa da thriller a horror o meglio horror d’autore (il film è quasi difficile da etichettare in un genere). Per certi versi non horror ma è quella che potrebbe essere la realtà (forse in qualche angolo della terra dove nessun giornalista ci metterebbe piede).


Edward Woodward - Irene Sunters

Christopher Lee








Nella prima parte c’è una fase di pura allegria, condite di musiche popolari (sostanzialmente di stampo celtico) che faranno da contrappunto all’inaspettato finale. Da evidenziare lo strepitoso balletto tutta nuda della Ekland con perfetta sincronizzazione capelli – mani – cosce e culo: assolutamente memorabile. Questi erano i magnifici anni 70! Vi è un gran lavoro di immagini, di bei particolari che ne fanno un gran bel film, nonostante una sceneggiatura semplice. Per quanto riguarda il cast, ottime le interpretazioni del protagonista Woodward e di Lee, quest'ultimo con uno sguardo alienato, "fuori" dallo spazio-tempo.

Britt Ekland

                                                  
Il film, a mio avviso, non è contro le religioni,  ma bensì contro il voler a tutti i costi aver ragione sull’altro (la mia religione è migliore della tua), senza nessun motivo, il voler sentirsi migliore a tutti i costi in base a cosa poi? Al volere divino. E’ contro gli aspetti negativi della religione, al voler interpretare quello che c’è scritto in qualche libro come dogma, come un dato di fatto (se poi è sbagliato chissé ne frega, giusto?) mettendo così in cattiva luce le conseguenze che può portare la fede in qualcosa di disumano, di folle. Anche quando tutto è evidente, bisogna seguire pragmaticamente quello che c’è scritto, rimanendo fermi per sempre. Pensate se i vari fisici del 800-900 avessero considerato Newton come dogma.

Film da far vedere nelle scuole ma al tempo stesso vietato ai minori di 18 anni, quindi è un gran bel dilemma! J  Dai facciamo vietato ai minori di 16 così risolviamo il problema….

mercoledì 25 febbraio 2015

Film della vita: anni 70

Ognuno di noi cinefili e non, ha determinati gusti personali. Giorno dopo giorno, vedo sempre nuovi film di ogni tempo e di ogni genere, quindi piano piano colmo le lacune e non mi fermo davanti a nulla. Questo post verrà aggiornato nel tempo diventando anche incredibilmente lungo e in qualche modo rispecchia la mia personalità, detto in altri termini con me la teoria che conta la prima impressione è totalmente sbagliata. Come potete vedere, ho dei gusti a 360 gradi, e non sono esterofilo. Con questo non dico che il cinema estero non mi piaccia, voglio dire, I mean, che non c'ho messo 40 anni per rivalutare un certo periodo del cinema italiano. Ad esempio, ho capito subito che Milano Calibro 9 fosse un signor film.
Detto questo, partiamo dal decennio che forse conosco meglio ovvero gli anni 70. In altri post pubblicherò i film che preferisco per quanto riguarda gli altri decenni.

Anni 70

Adolfo Celi - Vittorio Gassman in Brancaleone alle crociateArancia Meccanica di Stanley Kubrick
Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli                        

Vamos a matar companeros di Sergio Corbucci
Dustin Hoffman - Susan George in Cane di Paglia

Giù la testa di Sergio Leone








Philippe Noiret - Peter O'Toole in Murphy's WarCane di paglia di Sam Peckinpah                
L’uomo che venne dal nord di Peter Yates                              



Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy

Lo strano vizio della signora Wardh di Sergio Martino   


Bette Davis - Silvana Mangano- Joseph Cotten - Alberto Sordi ne Lo scopone scientifico

Alain Delon ne La prima notte di quiete







Gastone Moschin - Mario Adorf in "Milano Calibro 9"
La prima notte di quiete di Valerio Zurlini    
Lo scopone scientifico di Luigi Comencini   
Il Padrino di Francis Ford Coppola
Torino nera di Carlo Lizzani
Alberto Sordi - Pierre Brasseur
Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo       

La più bella serata della mia vita di Ettore Scola                            



Florinda Bolkan in Non si sevizia un paperino
Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci        








Mario Adorf in La mala ordina
La grande abbuffata









Walter Matthau in Charlie Warrick
La mala ordina di Fernado Di Leo                         

Sessomatto di Dino Risi
La grande abbuffata di Marco Ferreri         
Coffy   di Jack Hill                                                                      
Chi ucciderà Charlie Warrick?    di Don Siegel         

Christopher Lee - Edward Woodward in The Wicker Man
The Wicker man di Robin Hardy      
Papillon di Franklin Schaffner








Lee Strasberg - Al Pacino

Il Padrino - Parte seconda di Francis Ford Coppola      
Maurice Poli - Lea Kruger - Riccardo Cucciolla - George Eastman - Don Backy




Cani arrabbiati / Semaforo rosso di Mario Bava    

La poliziotta di Steno

........altrimenti ci arrabbiamo! di Marcello Fondato


Tomas Milian in Milano odia: la polizia non può sparare

Milano odia: la polizia non può sparare di Umberto Lenzi          





Robert Shaw in Il colpo della metropolitanaAlvaro Vitali -Gloria Guida in La liceale






La liceale di Michele Massimo Tarantini                                           
Il gatto mammone di Nando Cicero
Lo squalo di Steven Spielberg
Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent               
Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman
Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino       
L’anatra all’arancia di Luciano Salce
Fantozzi di Luciano Salce
Darwin Joston - Laurie Zimmer - Austin Stoker in Distretto 13

Napoli violenta di Umberto Lenzi
L’affittacamere di Mariano Laurenti
Distretto 13: le brigate della morte di John Carpenter                   



Autostop rosso sangue di Pasquale Festa Campanile                  
007-La spia che mi amava di Lewis Gilbert
I nuovi mostri di Dino Risi, Mario Monicelli e Ettore Scola

I ragazzi venuti dal Brasile di Franklin Schaffner
Il cacciatore di Micheal Cimino
Grease di Randal Kleiser
Fuga di mezzanotte di Alan Parker
Driver L'impredibile di Walter Hill
Lino Banfi- Gloria Guida  in L'infermiera di notte



La patata bollente di Steno
Sigourney Weaver - Japhet Kotto - Veronica Cartwright in Alien
L’infermiera di notte di Mariano Laurenti             
Alien di Ridley Scott                                                                        
I guerrieri della notte di Walter Hill 

lunedì 9 febbraio 2015

L’anno prossimo vado a letto alle dieci

Regista: Angelo Orlando
Anno: 1995
Attori: Angelo Orlando, Valerio Mastandrea, Luca Zingaretti, Ninetto Davoli, Ricky Memphis, Claudia Gerini, Marco Giallini

Fino a poco tempo fa, di tale film non ne avevo mai sentito parlare. E credo che valga anche per molti altri, purtroppo; tuttavia spero per gli attori abbia segnato la loro carriera artistica.
Grazie alla mia curiosità, ho deciso di guardarlo. Ecco la trama: una delle tanti notti di capodanno, la vita di due amici s’incrocia con la vita di altre persone dalla personalità nettamente diversa dalla loro.  
Valerio Mastandrea - Claudia Gerini in secondo piano

E’ un film sul caso, sulla casualità degli eventi e sull’incrociarsi tra l’irrazionalità e la follia delle persone. Quante volte ce lo saremmo chiesto: “Se avessi fatto così, non sarebbe successo questo!”. Ecco in questo film vengono presentati quanti possibili bivi possono susseguirsi anche nel giro di poche ore…..
In tale prodotto viene abilmente miscelato la commedia all’italiana con il noir, ma a ben vedere è un prodotto per certi aspetti nuovo, forse non facilmente etichettabile, a tratti più vicino ad un horror con atmosfere vicine al cinema anni 70 italiano. Perché anche questo è un film italiano. Non è che se in un film c’è sangue, il film deriva dal filone tarantiniano.  
I personaggi sono “simpatici” e sono la forza conduttrice ed esplosiva del film: dall’irrazionale Orlando  al fedele amico Memphis, dal folle Valerio Mastandrea per arrivare forse al più folle di tutti ovvero il poliziotto Zingaretti, interpretato molto bene. Bene il cast e buona caratterizzazione dei personaggi, nonostante non siano pochi e la durata sia di un’ora e mezza.
Il film passò inosservato per la scarsa distribuzione e rivalutato negli anni in tv. Della serie facciamoci del male……
Marco Giallini-Angelo Orlando - Luca Zingaretti
Luca Zingaretti indemoniato


Ps non è il primo film su cosa può succedere in una notte, giusto per chi vuole fare il detrattore all’italiana….

domenica 25 gennaio 2015

Amour

Regista: Michael Haneke
Anno: 2012
Attori: Jean Louis Trintignant, Emmanuelle Riva

Per iniziare questo post, potrei richiamare la celebre frase di Fantozzi riguardo alla Corazzata Potemkin ma non lo farò perché sono “buono”. Guardando questo film ho iniziato a pensare, a pensare a pensare…..insomma a chiedermi ma questo film dove sta andando, dove mi sta portando?
Andiamo per ordine. Il soggetto del film consiste nel dramma di una coppia di anziani, in particolare di lei che inizia a perdere i colpi, a diventare sempre più vegetale e lui sempre più mostro/stronzo. O forse entrambi impazziscono (non si capisce bene).
Ho detto soggetto perché la sceneggiatura non sboccia, rimane soggetto per tutto il film. Il film a mio avviso non parte male ma poi non c’è evoluzione. La regia è si curata ma sostanzialmente fine a se stessa: non c’è nessuna evoluzione nella trama, non c’è altro che la messa in scena del dolore. Nient’altro. Due ore a vedere delle persone che giorno dopo giorno si rimbambiscono. C’è magari la bravura dei due attori protagonisti che “salvano” il film. Ma personalmente non mi basta, sono “troppo esigente”.
Se Haneke pensa che saper mettere-inclinare-spostare una macchina da presa basti per fare cinema si sbaglia di grosso (tra l’altro una regia un po’ statica che corre il rischio di annoiare lo spettatore). Questo per me è l’anticinema. Due ore di noia senza trasmettere emozioni, un minimo di riflessione, senza appassionare lo spettatore. Però ha emozionato i critici  dato che il film è stato premiato con l’Oscar e con la Palma d’oro a Cannes.
Io infatti di cinema ormai non capisco più un tubo……. 
Mi dimetto…….

No dai scherzo……

Ps Aggiungerei che la scena finale ha un qualcosa di suggestivo, da ciliegina sulla torta; peccato che lungo tutto il film manchi la chiave di volta, il collante che darebbe un senso (concreto) al film. 

mercoledì 7 gennaio 2015

Vignetta (spero) divertente

Per iniziare quest'anno quale umile blogger cinematografico, ho deciso di fare un collage di più film.
Quindi se volete questo post lo facciamo diventare un quiz. Cercate d'indovinare da dove ho preso queste immagini: una è facile, un'altra un po' meno e l'altra ancora forse è molto difficile.